lunedì 1 aprile 2013

Ottolenghi's Easter




Si potrebbe dire che il mio blog rinasce in un giorno in cui va di moda farlo :-)
In effetti le coincidenze sono alla base di questo week end di cucinamenti....Avevo letto con interesse il post di Virginia su un cake al semolino e nei commenti era venuto fuori questo cognome un pò strano: si parlava di una ricetta simile a quella di Virginia ma di un certo Ottolenghi...
Poche ore dopo un ottimo cuoco (Sebastiano Caleffi) posta sulla sua pagina Facebook la copertina di questo libro che forse tutti voi ormai conoscete ma che mi ha permesso di chiudere il cerchio.

Potevo forse esimermi dall'acquisto dopo tutte queste coincidenze??? Venerdì è arrivato e in soli due giorni abbiamo cucinato sia delle strepitose polpette Kofta b'siniyah che una torta agli agrumi un pò rivisitata!
Vi lascio la mia ricetta di questa torta di Agrumi e Nocciole liberamente tratta dalla Clementine & Almond Syrup Cake di Yotam Ottolenghi.



Ingredienti
200g di burro
360g di zucchero (ma si poteva forse diminuire un pò la dose; ho cambiato in corsa gli ingredienti rispetto alla ricetta del libro)
1 arancia (buccia e succo)
1 limone (buccia e succo)
190g di nocciole tritate finemente
4 uova
150g di farina 0
un pizzico di sale
2/3 g di lievito vanigliato



Mescolare nella planetaria il burro, 300g di zucchero e le scorzette di limone e arancia. Dopo poco aggiungere metà delle nocciole. Lavorare fino a quando il burro si è ben amalgamato ed aggiungere quindi un uovo alla volta con la planetaria in funzione (ho sempre usato le basse velocità) stando attenti che le uova si incorporino nell'impasto (se serve spegnere e con una spatola includerle nell'impasto).
Quando si è raggiunta una consistenza morbida e omogenea aggiungere il resto delle nocciole, la farina, il pizzico di sale.
Una volta tolta la ciotola dalla planetaria, mescolare con la spatola e incorporare il lievito.
Ho usato uno stampo da plum cake di 30cm rivestito di carta da forno.
Ho infornato a 180°C per 60minuti (e non credevo ma ci sono voluti tutti!!) Provate comunque con uno stecchino a verificare che la consistenza interna sia un pò morbida.
Poco prima di tirare fuori la torta, mettere il succo dell'arancia (la mia era enorme) e del limone (per un totale di circa 100ml) in un pentolino sul fuoco con 60g di zucchero e portare ad ebollizione. Spegnere e versare sulla torta appena uscita dal forno.
Lasciare raffreddare e servire!
Una consistenza morbida veramente fantastica!

giovedì 26 maggio 2011

Making connections

I know I've written in Italian most of the time and my posts were mainly about food and recipies (and a few patchwork projects) but as my interest is moving also in this direction, here is an article I'm sure it's worth reading for the sake of our planet.


Keep Calm and Carry On
By Bill McKibben
Caution: It is vitally important not to make connections. When you see pictures of rubble like this week’s shots from Joplin, Missouri, you should not ask yourself: I wonder if this is somehow related to the huge tornado outbreak three weeks ago in Tuscaloosa, or the enormous outbreak a couple of weeks before that—together they comprised the most active April for tornadoes in our history. But that doesn’t mean a thing.


It is far better to think of these as isolated, unpredictable, discrete events. It is not advised to try and connect them in your mind with, say, the fires now burning across Texas—fires that have burned more of America by this date than any year in our history. Texas, and adjoining parts of Oklahoma and New Mexico, are drier than they’ve ever been—the drought is worse than the Dust Bowl. But do not wonder if it’s somehow connected.


If you did wonder, you’d have to also wonder about whether this year’s record snowfalls and rainfalls across the Midwest—resulting in record flooding across the Mississippi—could somehow be related. And if you did that, then you might find your thoughts wandering to, oh, global warming. To the fact that climatologists have been predicting for years that as we flood the atmosphere with carbon we will also start both drying and flooding the planet, since warm air holds more water vapor than cold.


It’s far smarter to repeat to yourself, over and over, the comforting mantra that no single weather event can ever be directly tied to climate change. There have been tornadoes before, and floods—that’s the important thing. Just be careful to make sure you don’t let yourself wonder why all these records are happening at once: why we’ve had unprecedented megafloods from Australia to Pakistan in the last year. Why it’s just now that the Arctic has melted for the first time in thousands of years. Focus on the immediate casualties, watch the videotape from the store cameras as the shelves are blown over. Look at the anchorman up to the chest of his waders in the rising river.


Because if you asked yourself what it meant that the Amazon has just come through its second hundred-year-drought in the last four years, or that the pine forests across the western part of this continent have been obliterated by a beetle in the last decade—well, you might have to ask other questions. Like, should President Obama really just have opened a huge swath of Wyoming to new coal-mining? Should Secretary of State this summer sign a permit allowing a huge new pipeline to carry oil from the tar sands of Alberta? You might have to ask yourself: do we have a bigger problem than four-dollar-a-gallon gasoline?


Better to join with the US House of Representatives, which earlier this spring voted 240-184 to defeat a resolution saying simply “climate change is occurring, is caused largely by human activities, and poses significant risks for public health and welfare.” Propose your own physics; ignore physics altogether. Just don’t start asking yourself if last year’s failed grain harvest from the Russian heatwave, and Queensland’s failed grain harvest from its record flood, and France and Germany’s current drought-related crop failures, and the death of the winter wheat crop in Texas, and the inability of Midwestern farmers to get corn planted in their sodden fields might somehow be related. Surely the record food prices are just freak outliers, not signs of anything systemic.


It’s very important to stay completely calm.  If you got upset about any of this, you might forget how important it is not to disrupt the record profits of our fossil fuel companies. If worst ever did come to worst, it’s reassuring to remember what the US Chamber of Commerce told the EPA in a recent filing: there’s no need to worry because “populations can acclimatize to warmer climates via a range of range of behavioral, physiological, and technological adaptations.” I’m pretty sure that’s what they’re telling themselves in Joplin today.


Bill McKibben is founder of the global climate campaign 350.org, and Schumann Distinguished Scholar at Middlebury College.

lunedì 7 febbraio 2011

Korma di agnello con yogurt e mandorle

Con questa ricetta partecipo al contest del Cavoletto da me rinominato J´adore Le Creuset!

Ingredienti (e buona fortuna)
1 kg di agnello (cercate di prenderne le parti con piú carne possibile)
3 cm di zenzero fresco
2 cipolle gialle medie
4 grandi spicchi di aglio
2 cucchiai olio
4 dl acqua (forse un pó di piú verso la fine)

nel mortaio
2 cucc semi di coriandolo
8 semi di cardamomo verde
10 grani di pepe
3 piccoli peperoncini secchi

da mescolare con
1 cucchiaino di cannella macinata
1 cucchiaino di menta secca

alla fine
2dl yogurt greco
0,25g di zafferano in pistilli
1 1/2 cuc.no sale
50g mandorle tritate
1 dl panna fresca
3-4 cucchiai di coriandolo fresco
lime in spicchi

Tritare cipolla, zenzero e aglio e farli soffriggere nella pentola, nel frattempo tritare le spezie e mescolarle con cannella e menta.
Aggiungere le spezie al soffritto e dopo pochi minuti la carne mescolando bene in modo da farla insaporire.
Aggiungere acqua, coprire e cuocere per 1 oretta mescolando ogni tanto.
Passato questo tempo, aggiungere lo yogurt e lasciar andare senza coperchio. Macinare nel mortaio sale e zenzero e aggiungerlo alla carne insieme alle mandorle tritate e per ultimo la panna, finendo la cottura scoperto per altri 5 minuti.
Servire con il coriandolo fresco e il lime a spicchi e un buon riso basmati integrale.

Buonissimo!
Non merita una bella Le Creuset rossa?????

lunedì 13 dicembre 2010

Lussekatter ovvero i gatti di Lucia

Ieri per iniziare i festeggiamenti di Santa Lucia io e Johan abbiamo preparato i  Lussekatter parte della tradizione culinaria svedese per il 13 dicembre.
Ci siamo divertiti un mondo a creare queste S di pane dolce e il risultato è stato STREPITOSO!


Ecco dunque la ricetta (ovviamente tradotta :P) presa dal libro della GURU di mia suocera Anna Bergenstrom "Annas mat" ed. Bonnier Alba

Ingredienti per 50 panini

200g di burro
5dl di latte
50g di lievito fresco di birra
1/2 cucno di sale
1 o 2 dl di zucchero
850g di farina bianca (ne abbiamo usata di più ma ad occhio)
1g di zafferano polverizzano con 1 cucchiaino di zucchero
1 uovo
100 uvette secche

Sciogliere il burro e aggiungere il latte, attendere che la temperatura del composto raggiunga i 37°.
Sbriciolare nella ciotola del KA il lievito, versare un pò del composto di cui sopra e attendere 10 minuti.
Nel frattempo, aggiungere al composto rimanente lo zafferano polverizzato con il cucchiaino di zucchero.
Una volta passati i 10 minuti aggiungere il resto del composto con lo zafferano nella ciotola del KA e iniziare a versare gli ingredienti secchi: sale, zucchero e farina e mescolare a velocità 2 fino a quando l'impasto non inizzi ad avvilupparsi al gancio (ho usato quello da lievitati).
Lasciare lievitare per 30/40 minuti.
Passato questo tempo, versare l'impasto sulla spianatoia e impastare leggermente senza sgonfiarlo. Realizzare quindi delle palline più piccole di un palmo di mano, farne dei  salsicciotti e piegare le estremità per formare una S. Inserire premendo un'uvetta ancora secca per parte
Accendere il forno a 240°
Lasciare lievitare per altri 20 minuti coperti da un canovaccio.
Spennellare con l'uovo e mettere in forno per 6 minuti o fino a quando non saranno di un bel colore dorato.

BUONA SANTA LUCIA A TUTTI!!!!

lunedì 29 novembre 2010

E questo è per il cugino...GRANDE!

In onore della passione di Guido per il cioccolato, ecco la ricetta del dolce che ha concluso la cena di sabato!
Questa meraviglia di dolce si trova su un libro interamente dedicato ai semicotti! da sballo!
Morbidi & cuori teneri (Piccole golosità) edito da Biblioteca Culinaria!


credit: Johan Kjallman

IL VERO SEMICOTTO AL CIOCCOLATO FONDENTE
Ingredienti
140g di cioccolato fondente
110g di burro
3 cucchiai di panna liquida
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di maizena (io ho usato della fecola di patate)
50g di zucchero di canna
2 uova

Riscaldare il forno a 200°. Rivestire quattro formine senza fondo poi disponetele sopra la placca ricoperta anch'essa di carta da forno.
Nel frattempo nello sbattitore mescolare le uova con lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto spumoso. A questo punto aggiungere la farina setacciata e la maizena, continuando a sbattere.
Sciogliere in forno a microonde il burro, la panna e il cioccolato, bastano 2 minuti a massima temperatura, la cioccolata può non sembrare del tutto sciolta ma una volta fuori dal forno basta mescolare per qualche secondo e tutto si amalgama bene.
A questo punto incorporare il cioccolato al composto uovo-zucchero-farina fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Riempire le formine con metà dell'impasto al cioccolato, aggiungere a piacere due quadrotti di cioccolato bianco e finire di versare il composto.
Cuocere per 6/7 minuti anche se i dolci sembreranno ancora crudi.
Se non li si mangia subito sono buonissimi anche riscaldati in forno a microonde per circa 20/25 secondi.
Senza parole...meglio di tanti mangiati nei ristoranti!!

sabato 27 novembre 2010

Pasta con le vongole...la preferita di Johan!

Ho iniziato a pensare a questo post proprio mentre stavo cucinando. E pensavo al fatto che con questa ricetta io non volessi illuminare nè tanto meno ispirare qualcuno, ma piuttosto chiedere aiuto.
Prima di mettermi a cucinare ho fatto una ricerca nel mio reader (con il quale seguo molti food blog patinati e non) e NON ho avuto nemmeno una ricorrenza per Pasta alle Vongole.
 Ho trovato vongole in tutte le salse, anche con il GORGONZOLA (che dio ce ne scampi e liberi!!!), ma di una semplice pasta nemmeno l'ombra. Così ho pensato: "la posto io e le altre mi diranno cosa ne pensano fino ad arrivare alla RICETTA!"
Sicuramente Chiara di Tocco e Tacchi dalla sua costa ligure mi saprà dare qualche prezioso suggerimento, ma magari anche Gloria e Evelyne e perchè no pure Salamander che ha passato l'estate con un super cuoco!!
Quindi ragazze ecco la ricetta, ora tocca a voi dirmi come la fate!!!!

credit: Johan Kjallman



PASTA ALLE VONGOLE
per due persone affamate!

1kg vongole (meglio le telline, ma vanno bene anche le veraci)
3 spicchi d'aglio non enormi
olio a coprire il fondo del saltapasta
prezzemolo tritato
1/2 bicchiere di vino bianco
1/4 cucchiaino di peperoncino

Ho spremuto l'aglio nell'olio ancora freddo e l'ho fatto rosolare. A quel punto ho aggiunto le vongole e le ho fatte andare a fiamma vivace fino a quando non si sono aperte. A questo punto ho aggiunto il vino, il peperoncino e un pugnetto di prezzemolo.
Mentre la pasta si cuoceva, ho abbassato la fiamma del sugo e ho tolto con pazienza quasi tutte le conchiglie.
Scolata un pò al dente, ho versato la pasta nel sugo e mescolato bene.
Servito con un pizzico di prezzemolo.
Il risultato è stato molto soddisfacente, ma....ditemi voi come la fate!